Verdi Emilia-Romagna contro TIBRE e “coalizione del cemento”

L’accordo tra Regione Emilia-Romagna, Regione Lombardia e Ministero delle Infrastrutture sull’autostrada Tirreno Brennero “dimostra che la coalizione del cemento non ha imparato nulla dagli errori del passato. Solo il fatto di parlare di ‘completamento’ per un’opera che ad oggi vede realizzati solo 10 chilometri rispetto agli 80 necessari per raggiungere l’A22, all’altezza di Nogarole Rocca, è di fatto negare l’evidenza”. Così i Verdi (Silvia Zamboni, coportavoce di Europa Verde Emilia-Romagna e consigliera regionale, Enrico Ottolini, consigliere comunale a Parma, e Paolo Galletti, coportavoce in Emilia-Romagna) a proposito della ‘Tibre’, dopo l’intesa tra Regioni formalizzata ieri.

“Vent’anni fa- continuano in una nota- la politica non fu capace di scegliere, programmando da una parte il raddoppio della ferrovia Pontremolese, realizzata a tratti, e dall’altro la realizzazione della bretella autostradale Tibre, il cui primo tratto di 10 chilometri, costato 513 milioni e 74 ettari di campagna fertile, oggi continua ad essere chiuso. E giustamente nessun amministratore ha il coraggio di inaugurarlo. Oggi sarebbe doppiamente colpevole continuare a disperdere le poche risorse su opere destinate a restare incomplete”.

Quindi, per Europa Verde la priorità dev’essere oggi una sola: il completamento della ferrovia Pontremolese, che è già finanziato nel tratto Parma-Vicofertile, attende di esserlo da Vicofertile ad Osteriazza e dovrà prevedere anche la nuova galleria di valico”. Da non dimenticare, inoltre, “il collegamento ferroviario da Parma a Verona, che attualmente ha dei tempi di percorrenza inaccettabili”, aggiungono i Verdi.